Il mio approccio di lavoro, lungo tutto il funnel
Una mappa di tutte le aree che tengono in piedi un business online, e di quanto in là si spinge il mio lavoro su ognuna. Dove non arrivo io c'è scritto chi ci arriva, così non restano zone grigie da scoprire al terzo mese.
Ci metto le mani io. Il file, la pagina, la campagna, la mail: li produco io e li metto in aria io.
Lo facciamo in due. Io imposto, scrivo e controllo; una parte la esegui tu o chi lavora con te, perché non è delegabile a me.
Non lo tocco. Decido che serve, scelgo chi lo fa, gli scrivo cosa deve fare e verifico il risultato prima che lo veda il pubblico.
Il nucleo, sempre presenteLe tre modalità sono una dentro l'altra, come le matrioske. Il nucleo c'è sempre: su ogni riga di questa pagina decido io che serve, scelgo chi lo fa e controllo io il risultato. Quello che cambia da un livello all'altro è quanto arrivo a fare con le mani.
Tocca una voce per vedere cosa c'è dentro
Farsi trovare e farsi vedere. È la parte larga, ed è quella che costa se sotto non regge niente.
Dove atterrano. Qui faccio praticamente tutto, tranne lo sviluppo pesante.
Il punto in cui qualcuno tira fuori la carta o lascia il numero.
Nutrire chi non è ancora pronto e far tornare chi ha già comprato. Il fatturato meno caro che esista.
Posso coprire tutte queste aree. Non tutte nello stesso momento. Il vincolo non sono le competenze: è il numero di cantieri che restano aperti insieme. Se ne apriamo cinque, restano tutti e cinque a metà. Se ne apriamo due, si chiudono e si passa ai successivi.
Quando il fatturato è ancora contenuto, il modello di business lo consente e non stai cercando un'accelerazione forte. È la configurazione della maggior parte dei progetti con cui lavoro.
Due figure oltre a me, e nessuna delle due a tempo pieno. Con questo assetto si tiene aperto un cantiere alla volta, due al massimo: si chiudono e si passa ai successivi.
Quello che mi chiedono per iscritto
La gestione dei social la fai tu, o mi serve un'altra figura?
Ti serve un'altra figura, e di solito è part-time. Io decido gli argomenti, gli angoli e il calendario, e li tengo agganciati a quello che stanno dicendo le campagne: senza questo l'organico e le ads raccontano due storie diverse. Pubblicare ogni giorno, rispondere ai commenti e ai messaggi, moderare la community è un lavoro quotidiano che va fatto da qualcuno che c'è tutti i giorni. Può essere chi già ti segue, o il video maker se ha le competenze.
Segui anche CRM, marketing automation, email e SMS, tracking, CRO ed e-commerce?
Sì, tutte. Faccio tutte le attività propedeutiche al raggiungimento dell'obiettivo, qualunque esse siano: ottimizzazione del sito, CRM, email marketing, tracciamento, campagne. Non scelgo in base a cosa mi piace fare, scelgo in base a cosa sta bloccando il risultato. Se il collo di bottiglia è il checkout, si lavora sul checkout anche se avevamo in programma le ads.
Mi conviene un'agenzia, o uno specialist Meta e uno specialist Google?
Dipende da quanto spendi in pubblicità. Sotto una certa soglia tre fornitori sulla stessa cosa non aggiungono competenza: aggiungono riunioni, rimpalli e zone grigie in cui nessuno si sente responsabile. Le sovrapposizioni costano più della competenza che manca. Con budget importanti su entrambe le piattaforme uno specialist ha senso, e in quel caso lo cerco io, gli scrivo cosa deve fare e controllo il risultato.
Quante persone mi servono in tutto?
Il metro non è quanti canali hai aperto, è il peso del team rispetto al fatturato. Sotto i 30-40.000 € di fatturato mensile bastano una o due persone, più qualche commessa esterna quando c'è da produrre. Il team si costruisce passo passo man mano che serve, oppure tutto insieme con agenzia e freelance. Quello che conta di più è che ci sia qualcuno che si responsabilizza sul progetto invece di consegnare il suo pezzo e basta.
Quante volte ci sentiamo?
Di norma una volta a settimana, e la call è dove si decide, non dove ci si aggiorna. Prima di un lancio capita di sentirsi due volte. E capita di saltarne una: quando la settimana è tutta operatività non c'è niente da decidere e c'è tutto da fare, e una call in mezzo toglie tempo invece di darne. Si salta dicendolo, non sparendo.
Quanto lavoro è, in concreto?
Non vendo ore e non le conto, perché conterebbero la cosa sbagliata: due ore passate a decidere di non fare una cosa valgono più di venti passate a farla. Quello che posso dirti è la forma del carico, ed è nella vista Ritmo: le prime due settimane sono intense e non producono niente di visibile, i primi tre mesi sono il picco, poi si stabilizza. Lavoro con pochi progetti alla volta proprio perché il carico non è costante.
In quanto tempo si vedono i risultati?
Non te lo posso dire prima di aver guardato i tuoi numeri, e chi te lo dice prima sta indovinando. Le prime due settimane servono esattamente a questo: capire cosa è rotto, quanto è rotto e in che ordine si aggiusta. Alla fine di quelle due settimane hai un piano con delle date dentro. Se dopo aver guardato penso che non ci sia abbastanza margine per lavorarci, te lo dico e non partiamo.
Cosa succede nelle settimane in cui non ci sentiamo?
Si lavora, e una parte di quel lavoro non si vede: verificare che quello che dovrebbe funzionare funzioni davvero, tenere l'ordine su quale sia la versione buona di ogni cosa, e decidere di non fare. Sono le ore che non producono niente di nuovo e che impediscono i disastri. Alla call successiva le trovi comunque scritte, una per una.
Di chi sono gli account, i dati e quello che si costruisce?
Tuoi, sempre. Gli account si aprono a tuo nome e io entro come collaboratore, mai il contrario. Se un domani ci salutiamo, resta tutto dov'è e funzionante: liste, campagne, pagine, tracciamento, e la documentazione di come è fatto.
Come si parte?
Dopo una o due chiacchierate ci si dice sì, no o forse. Se è un sì c'è un anticipo, che serve a verificare che l'iniziativa sia reale da entrambe le parti, e si comincia il giorno dopo con la raccolta degli accessi. Ti lascio comunque un documento con quello che ci siamo detti: non è un contratto lungo, è la prova di come ragiono.